7 Marzo, ore 18: Educare e promuovere il rispetto e la parità tra i generi

Il prossimo 7 Marzo alle ore 18 un incontro molto importante si terrà in Piazzetta: tre donne pistoiesi animeranno l’incontro “Educare e promuovere il rispetto e la parità tra i generi”:
Alice Trippi, autrice di “Vita di Picciu”, progettista nel sociale e attivista della Rete 13 Febbraio;
Irene Biemmi pedagogista dell”Università di Firenze, autrice di saggi e libri per l’infanzia;
Daniela Belliti, filosofa della politica dell’Università Milano-Bicocca e presidente dell’Associazione Palomar.
L’incontro era originariamente programmato nel primo pomeriggio, ma è stato spostato alle 18 per consentire la partecipazione all’iniziativa “Di mano in mano per Marino” contro la chiusura del Museo Marino Marini.

Educare (con) le asine a Ettaro

Ettaro a Montesecco, Pistoia

Attraverso l’esperienza a Ettaro i preadolescenti svolgono un lavoro vero, un lavoro che trasforma il corpo e la mente.

Le asine
Anche quest anno è iniziato il percorso di conoscenza e cura delle asine per il gruppo dei ragazzi e delle ragazze della Casa di Shalom (sezione preadolescenti del Centro Arcobaleno).
Abbiamo deciso di documentarlo, restituendo sotto forma di diario (anche fotografico) l’esperienza con gli animali.
Zara (la più scura) e Flavia (la più minuta) sono le asine che l’Associazione Arcobaleno ha acquistato all’inizio del lavoro nell’ettaro recuperato nella zona di Montesecco.
Pola, la più giovane e vivace, è nata da Zara nel Maggio del 2013.
Ricordiamo che l’ingresso a Ettaro è riservato ai volontari e che non è ammesso entrare nel recinto e cavalcare le asine.

Educare le asine
Educazione vuol dire insegnare alle asine a portare la cavezza, stare legate, venire dietro a longhina, dare i piedi, farsi spazzolare e toccare dappertutto. Tutto ciò per poter affrontare tante situazioni impreviste e non: taglio degli zoccoli da parte del maniscalco, necessità di spostarle, visite veterinarie. L’educazione è un processo lento e va fatta con molta cura tenendo sempre presente che abbiamo a che fare con una preda per la quale ogni costrizione rappresenta un pericolo e, specie all’ inizio, provocherà reazioni di paura.

Sabato 8 febbraio 10,30
Andando a prendere i ragazzi ripassiamo le regole per un corretto approccio alle asine: la prima, la più importante di tutte è NON sostare dietro l’animale perché potrebbe scalciare, non correre per non agitarle, non fare scatti o movimenti repentini, non gridare.
Abbiamo messo la cavezza (o capezza) alle asine: circondando il muso e collegandola a una longhina. La tensione di quest’ultima induce l’animale a flettere il collo nella direzione della tensione consentendo di guidarli.
Per portare le asine è importante essere decisi e rispettosi. Siamo noi a guidare l’asina ma non dobbiamo muoverci senza senso e in modo capriccioso. Dare il tempo alle asine di mangiare e contemporaneamente non permettere loro di guidarci. Siamo noi le guide. Questo è importante perché le asine rispettano un tipo di relazione gerarchica. Se molliamo prenderanno il sopravvento e sarà difficile ristabilire l’ordine. Si tratta di trovare un giusto equilibrio che rispetti i bisogni dell’animale e al contempo non gli dia potere. La responsabilità è nostra.
I ragazzi hanno accompagnato le asine. Abbiamo fatto due giri di Ettaro, ci siamo fermati a farle
mangiare, le abbiamo spazzolate, abbiamo scattato qualche foto.


PER SOSTENERE IL PROGETTO ETTARO CI TROVIAMO LA SERA DI SABATO 15 FEBBRAIO AL CIRCOLO ARCI BUGIANI!!! APERTURA STRAORDINARIA DELLA PIZZERIA E MUSICA DAL VIVO!!!

Vi ricordiamo che…
Arcobaleno è un Associazione di Volontariato. Ha bisogno di tutti: per un’ora, per un pomeriggio, 
per una parola o per un discorso, per un contributo. Il doposcuola, le attività ludico-ricreative, i laboratori artistici, la presenza accogliente sono esperienze che potete proporci e che possono farvi scoprire il bene che c’è: nel donare tempo, nell’offrirsi al servizio, nello scoprirsi in contatto con gli altri.

Appuntamenti Arcobaleno per Febbraio

Stiamo preparando per i nostri bambini e ragazzi, per i soci, i volontari e tutti i pistoiesi, un autunno pieno di iniziative Arcobaleno.
Ecco le prime date!

* 15 febbraio 2020
Il 15 febbraio sarà una giornata tutta a colori.
Nel primo pomeriggio, tra le 14:30 e le 16:00, abbiamo invitato nel Centro semi-residenziale Arcobaleno, accesso da Corso Gramsci 45, Oreste Brondo e Giuseppe Chirico che presenteranno il libro Insegnare la fisica nella scuola primaria – Il laboratorio e il metodo scientifico“.

Libro di Oreste Brondo e Giuseppe Chirico


Si tratta di una grande occasione di formazione per tutti gli insegnanti della primaria e per gli educatori. Oreste Brondo è un maestro del Movimento di Cooperazione Educativa e collaboratore della Casa Laboratorio di Cenci di Franco Lorenzoni. Si tratta di un piacevole ritorno: Oreste è stato nostro ospite l’anno scorso per parlarci di lettura a voce alta e narrativa illustrata per l’infanzia.
A seguire e fino a sera ci si sposterà al Circolo Arci Bugiani (via Erbosa 12) per un’ APERTURA STRAORDINARIA DELLA PIZZERIA DEL BUGIANI con la musica live di Gente Musicisti: parte del ricavato delle consumazioni sarà destinato a sostenere il progetto Ettaro.

Apertura straordinaria Bugiani per Ettaro

* Dal 24 febbraio 2020
A partire da lunedì 24 febbraio, dalle ore 21 alle ore 23, l’Associazione Arcobaleno e gli Istituti Raggruppati son lieti di ospitare presso Casa in Piazzetta (piazzetta Santo Stefano, 13) una serie di incontri gratuiti con le psicologhe Benedetta Fittipaldi e Giulia Vannucci sul tema “Ri-Ciclo di vita”, per ripercorrere le criticità che emergono durante le fasi della vita, dalla dimensione individuale alla relazione di coppia coppia, fino al diventare genitori e vivere la terza età.

Ciclo di incontri in Piazzetta


Diario di scuola, di Alessandra Avanzini

E dopo un mese di pausa rieccoci a conversare del nostro mondo: quello spazio di solidarietà in cui cura, educazione, politica e ricerca pedagogica si incrociano con le azioni e i pensieri della nostra quotidianità.
Vogliamo inaugurare questo 2020 con una lettura.
All’interno degli ultimi due numeri della rivista Ricerche Pedagogiche (sono scaricabili qui gratuitamente tutte le uscite del 2018 e del 2019), la professoressa Alessandra Avanzini ha iniziato a condividere il suo Diario di scuola, il punto di vista privilegiato di una ricercatrice che diventa insegnante nella scuola secondaria. A tutto questo si aggiunge la lente che filtra ogni cosa, quella del precariato, una condizione testimoniata con autenticità e senso critico.

Nell’iniziare questa rubrica, voglio prima di tutto chiarire il punto di vista dal quale scrivo: quello del precario. La prospettiva infatti non è così lineare ed immediata; bisognerebbe immaginare un quadro di Escher per provare ad entrare in sintonia. Il che significa che la scuola è vista dal di dentro, eppure non del tutto; la scuola viene raccontata da chi la vive, ma non del tutto. Lo sguardo di chi parla è, infatti, un po’ strabico; e un po’, a dire il vero, mi piace che sia così. Io sono dentro la scuola, per un verso, ma anche fuori; sono dentro il mondo della ricerca, per un verso, ma anche fuori.
È la terribile libertà di trovarsi in una zona di frontiera, non certo per scelta, ma perché è così – e non importa qui spiegarne le ragioni. È la libertà imposta che mi fa essere in una posizione teoreticamente privilegiata, non ci sono dubbi, rispetto a chi vive nella statica sicurezza di una prospettiva garantita fuori e dentro di sé; resta il fatto che, dal punto di vista pratico, è solo disastrosa. È la vita vissuta sul filo dell’incertezza, specialmente sul versante economico.
Cercando di non esserne travolti, tuttavia, e con la caparbia volontà di cogliere il meglio, di fare della “nobile menzogna”, dell’autoillusione cosciente, un gioco fin troppo reale, può essere anche vista come lo slancio a non adagiarsi mai. Va detto che per riuscire è necessaria una forte dose di autoironia così come è fondamentale non pensare troppo al futuro e vivere giocando con un presente che sfida ostinatamente se stesso.
Forse sarà per questo che con i ragazzi mi trovo sempre in totale sintonia: condivido della loro esistenza probabilmente questo sguardo in divenire, che non ha schemi prefissati, modelli da imporre, regole rigidamente date. Le regole si costruiscono insieme, gli obiettivi si condividono e si decidono giorno dopo giorno. Il senso non è dato, è una meravigliosa conquista.
Da Diario di scuola I

La professoressa Avanzini racconta con grazia e incisività, riuscendo a cogliere connessioni e ad accogliere con familiarità chi legge nelle esperienze che riporta, senza mai banalizzare o trascurare l’approfondimento: il suo diario è un pensiero che si svolge, un’azione che si pensa.

Non ho altra arma se non una, quella in cui si gioca tutto il mio lavoro – il sapere.
Sta a me umanizzarlo e trasformarlo in un gioco potenzialmente condiviso. Se riesco a farli entrare con entusiasmo nel viaggio della conoscenza il mio obiettivo è raggiunto. Mi accorgo però prestissimo che la cosa è seriamente complicata, perché il loro primo obiettivo è molto più concreto del mio: essere autonomi, indipendenti, guadagnare tanti soldi, avere un lavoro di successo.

E poi, ragazzi?
“E poi prof. cosa vuole di più? Che me ne importa di faticare a studiare, coi soldi mi pago pure il diploma”.
La strada è in salita.
Io, persa a ragionare con il mio mondo di ombre, loro, attratti come falene dall’abbagliante luce della più spietata concretezza. Un disastro emotivo: se non raggiungono la loro concreta destinazione, il loro obiettivo così poco ideale ma così sicuro, che ne sarà di loro? Come far capire che la loro storia, qualunque sia, con errori e insuccessi, è tutto ciò a cui devono dare senso e valore e che può renderli felici?
Come posso uscire da questa impasse? Cerco la strada per costruire un altro valore fondante, quello del dialogo, con gli altri e con se stessi di riflesso. Lo individuo come punto di partenza, il mio inizio, probabilmente anche il mio punto di arrivo. Ma non ho la più pallida idea di come arrivarci. Provo quotidianamente a dedicare tempo alla discussione; a loro piace molto e parliamo, moltissimo. Ma nessuna di quelle parole assomiglia a un dialogo.

Da Diario di scuola II

Ecco i link ai numeri della rivista Ricerche Pedagogiche dove sono stati inseriti i primi due capitoli del Diario di scuola della professoressa Alessandra Avanzini.
Non mancano altri interessanti articoli che potrete scaricare singolarmente o all’interno dell’intera pubblicazione, una risorsa preziosa a disposizione di tutti.
Ricerche pedagogiche n°211
Ricerche pedagogiche n°212-213


Con il cuore che ride

L’anno di Arcobaleno si è concluso con il “Concerto Km 0” in Casa in Piazzetta. Tanti gli amici, gli ospiti, gli artisti presenti per festeggiare e condividere un senso di stare insieme.
L’Associazione Arcobaleno vi augura Buon Natale e un 2020 meraviglioso, con il cuore che ride.

la tua vità è la tua vita

la tua vita è la tua vita
non lasciare che le batoste la sbattano nella cantina dell’arrendevolezza.
stai in guardia.
ci sono delle uscite.
da qualche parte c’è luce.
forse non sarà una gran luce ma la luce vince sulle tenebre.

Luce

stai in guardia.
gli dei ti offriranno delle occasioni.
riconoscile, afferrale.
non puoi sconfiggere la morte ma puoi sconfiggere la morte nella vita, qualche volta.
e più impari a farlo di frequente, più luce ci sarà.

Il cuore che ride

la tua vita è la tua vita, sappilo finché ce l’hai.
tu sei meraviglioso, gli dei aspettano di compiacersi in te.
(C. Bukowski, Il cuore che ride)

Tutti gli scatti di “Chilometro 0” sono qui!